la storia di abc

Oltre 130 anni al servizio di Napoli e…non solo. Da questa sintesi che ripercorre più di un secolo di storia di ABC risultano evidenti i legami con Napoli e parte del territorio campano.
storia
 



 
introduzione
4 novembre 2010
Corografia generale degli acquedotti di Napoli
In un moderno acquedotto l’acqua può essere prodotta da sorgenti montane o di pianura (acque sorgive), ma può anche essere sollevata da pozzi che attingano a strati profondi (acque di falde profonde). In questi casi essa, risultando ricoperta da ampie zone impermeabili alle percolazioni, è generalmente ben protetta da inquinamenti superficiali causati da sversamenti pericolosi sia chimici che biologici.

L’acqua può essere prelevata da fiumi, laghi o bacini artificiali (acque superficiali); in caso di necessità l’acqua in origine può anche essere di tipo marino. Particolare attenzione va prestata all’ambiente che circonda il bacino o il luogo della sua  provenienza. Se l’acqua prelevata è di origine superficiale o di produzione incerta va resa potabile, con impianti di potabilizzazione più o meno complessi e costosi.

L’acqua viene trasferita verso i serbatoi cittadini con condotte in pressione o a pelo libero (acquedotto esterno) di grande diametro secondo le portate trasferite.
Giunta ai serbatoi l’acqua potabile, ove non effettuato prima, viene disinfettata (clorazione, ozonizzazione o altro) ed immessa nella rete cittadina per essere distribuita agli utenti.
Eventuali centrali di sollevamento si rendono necessarie a seconda del tipo e dell’orografia del territorio da alimentare e quando l’acqua è sollevata dalle falde.

Le reti idriche a servizio delle città, comprendente gli impianti di misura, regolazione, controllo, sino ai misuratori di utenza, costituiscono l’acquedotto interno.
Alcuni acquedotti non sono dotati di serbatoi di compenso, ma vengono alimentati direttamente da pozzi profondi, che pompano direttamente nella rete di distribuzione.

La rete idrica primaria, normalmente interrata, è costituita da condotte metalliche o “plastiche”, che trasportano l’acqua in tutte le strade urbane. Queste condotte sono collegate tra loro formando complesse maglie chiuse oppure in rami aperti, di diametro decrescente dal serbatoio verso la periferia. Dalla rete idrica primaria si originano le diramazioni di utenza (chiamata anche orizzontali), anch’esse interrate, alle quali fa capo la rete aerea (visibile) e che giunge sino ai contatori domestici.

 
 
i consumi di punta dell'utenza
Il quantitativo di acqua che gli utenti consumano in una fascia di servizio varia nell’arco della giornata secondo le esigenze ed attività.

Per esempio, in un quartiere abitato da impiegati ed operai, è normale un maggior consumo idrico nella primissima mattinata. Rispetto al resto della giornata il consumo di acqua aumenta nell’orario che mediamente precede il riposo notturno e si abbassa notevolmente durante le ore notturne.
Analogamente il consumo idrico varia nel corso della giornata nelle varie zone della città in funzione del tipo di attività del quartiere e della vita dei suoi abitanti.

Ovviamente il miglioramento della qualità della vita, l’uso diffuso degli elettrodomestici, l’aumento dell’igiene personale, lo sviluppo urbano, la tecnologia di un popolo determinano  un aumento del consumo pro capite giornaliero e nell’anno di acqua potabile.
Il consumo idrico di una città è collegato alla qualità delle famiglie, al lavoro, anche pendolare, ma è anche dipendente dalla sua civiltà sociale, dai servizi cittadini (lavaggi, scuole, ospedali, giardini ecc.) e non ultimo dalle condizioni meteorologiche (in estate i consumi sono di gran lunga maggiori a parità di attività). Il volume di acqua potabile consumato da una città, da un quartiere o da una famiglia, nell’arco dell’anno, diviso il numero dei giorni (365) costituisce il consumo medio giornaliero della città, del quartiere o della famiglia stessi.
Ogni città, quartiere o famiglia in un anno avranno un giorno di massimo consumo di acqua. Se dividiamo questo valore per il consumo medio dell’anno avremo il numero che indica il coefficiente di punta relativo al giorno di maggior consumo di quella famiglia o quartiere o della città stessa. Analogamente possiamo parlare di consumo medio settimanale oppure mensile e dei relativi coefficienti di punta. Questi valori sono necessari per progettare o anche gestire  un acquedotto cittadino o la rete di un quartiere.

 
 
il ciclo dell'acqua: falde e sorgenti
Ciclo dell’acqua: i laghi, i fiumi, le falde profonde e superficiali, le sorgenti ed i fontanili si originano tutti dall’acqua di pioggia. Anche i ghiacciai nascono da acqua piovana (neve).

Per comprendere l’origine di tali fenomeni dobbiamo osservare il ciclo dell’acqua, qui semplificato; l’acqua piovana, che scorre sul suolo, dilavando verso il basso, viene assorbita dai terreni permeabili e dalle rocce formando nel sottosuolo ampie sacche e strati, veri serbatoi naturali dai quali si originano le sorgenti o si formano le falde superficiali e profonde. Parte di tale acqua è assorbita dalle piante o evapora. Trapassando i terreni essa rende solubili i sali contenuti diversificandosi luogo per luogo.

L’acqua superficiale alimenta anche direttamente  fiumi, laghi, bacini (artificiali se creati dall’uomo), quella sotterranea alimenta, come visto, le falde, dalle quali solleviamo con impianti di pompaggio le portate idropotabili, che ci sono necessarie. L’acqua di falda può alimentare dal di sotto fiumi e laghi.
L’acqua di falda artesiana, diversamente di quella di falda freatica, sale naturalmente  in  superficie, perché é soggetta a pressione idrica che la spinge verso l’alto.
Le acque che cadono in montagna, se la temperatura è sufficientemente bassa, originano vedrette e ghiacciai. Alla fine tutte le acque tornano al mare e il ciclo ricomincia.
La tutela delle acque superficiali (fiumi, invasi, acque di transizione, acque marine e costiere) si basa su attività di pianificazione, gestione, controllo e valutazione di questi corpi idrici.

Ogni Regione elabora e predispone gli indirizzi e le linee per lo sviluppo delle reti di monitoraggio di qualità e dei valori ecologici del suo territorio, il prelievo dei dati rilevati. Inoltre, in coerenza con quanto definito dal Piano di Tutela delle Acque, viene aggiornato il quadro conoscitivo sulla risorsa idrica nel territorio regionale relativamente alla identificazione dei corpi idrici definiti "significativi", alla classificazione qualitativa dei corpi idrici ed al raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale fissati dalle Direttive Europee (Direttiva 2000/60/CE) e dalla Normativa Italiana (Decreto Legislativo152/99 e successive modifiche).

 
 
l'acquedotto di serino: introduzione

L'acquedotto di Serino, inaugurato nel 1885, è stato costruito in soli quattro anni per trasferire a Napoli le portate idropotabili necessarie ad alimentare i cinquecentomila abitanti.

Per l'epoca nella quale venne realizzato, l'acquedotto era un'opera dai grandi contenuti tecnici. Nel 1936 furono captate ed inviate mediante i medesimi impianti le sorgenti del gruppo Acquaro-Pelosi. Con tale immissione il canale ancora oggi trasporta, nei periodi di morbida delle sorgenti, sino a 2350 l/sec..

I lavori vennero divisi in cinque parti:
1. L'allacciamento delle sorgive.
2. La conduttura libera in muratura a partire dalle sorgenti e sino ai castelli di presa dei grandi sifoni sulla collina di Cancello, eccezion fatta di due sifoni (rovesci) intermedi per gli attraversamenti dei valloni di Tronti e Gruidi.
3. Le condotte forzate, o grandi sifoni a partire dalla Collina di Cancello sino ai serbatoi sulle colline di Napoli.
4. I due serbatoi cittadini.
5. La distribuzione in città.



l'acquedotto di serino

 
il sistema di allacciamento
4 novembre 2010

Il sistema di allacciamento è quello del drenaggio sotterraneo: diviso il territorio delle polle in tre zone, a seconda della posizione ed importanza delle varie sorgive, furono costruiti tre canali coperti, destinati a raccoglierne e convogliarne le acque, ed al principale tra questi, furono attribuite dimensioni maggiori che agli altri due.
La profondità alla quale furono collegati questi collettori varia, però in generale si trovano superiori alla vena acquifera.
Le polle immediatamente laterali al percorso del collettore versano in esse le loro acque per apposite luci lasciate nel piedritto corrispondente, di apertura proporzionata alla importanza della medesima sorgiva.
Su tutto si distesero due strati di pura argilla fortemente battuta e cementata tra loro da un velo di calce idraulica in polvere e al di sopra un riempimento in terra, per proteggere le sorgive dalle acque superficiali.


 
 
le opere (i)
4 novembre 2010
Particolare
La raccolta di queste acque avviene in un fabbricato di pianta quadrata diviso in tre piani dall'ultimo del quale parte il canale dell'acquedotto. (Tav. X). Nella tavola è anche indicato il punto di partenza dell'antico acquedotto romano per Beneventum (c). Inoltre vi è indicata la pianta della sorgenti Urciuoli prima della loro captazione e disegnate le tracce dei collettori drenanti.
Il nuovo canale di Serino, lungo metri 59.551, si svolge attraverso un percorso parte a mezza costa, parte in galleria naturale all'interno dei monti, parte in pianura secondo la configurazione naturale dei declivi attraversati e, ove ciò non sia possibile, esso si svolge su ponti canali anche di notevole lunghezza.
Il canale in muratura a blocchi di pietra varia e a pelo libero, è costruito con sezioni molto diverse tra di loro, variabili a seconda della spinta statica trasmessagli dai terreni attraversati.
I ponti canali sono oltre 20 con uno sviluppo di oltre 1800 m., il più lungo dei quali passa sopra Rio Noci con 31 arcate e lunghi quasi 500 metri.
I profondi valloni dei Tronti e dei Gruidi sotto Altavilla Irpina, furono attraversati dall'acquedotto con due batterie di tubazioni metalliche (sifoni rovesci in ghisa).

 
 

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